I CACHI. Frutti che curano


Cachi, frutti che curano

Caco il frutto, kaki l’albero. Bello, sempre. Le foglie lucide e verdi si tingono di mille sfumature in autunno, quando cedono il loro colore al giallo, che non si accontenta e sfiora l’arancio, il rosso, il viola in un tripudio di bellezza. E quando si lasciano andare alla terra, ecco rimangono i frutti, sfere di un arancio brillante sopra un albero nudo; già da piccola pensavo fosse un allegro anticipo dell’albero di Natale. Ed è allora il momento di raccoglierli: certo per la cucina, dolci e nutrienti gustati freschi, ma anche ottimi per preparare composte, dolci e dessert di vario genere, ed anche essiccati. E… molti di noi non lo sanno, ma se vengono raccolti ben sodi si preparano anche a fette per ottime conserve salate che arricchiscono insoliti aperitivi e buffet. Essendo frutti dall’alto valore nutritivo, per le persone attente alle calorie basta sostituirli ad un altro cibo per una merenda nutriente oppure lasciargli aprire una cena leggera, essendo facilmente digeribili.
Sono un valido aiuto per il nostro benessere: ad esempio, in caso di disturbi bronchiali, raffreddore, tosse secca possiamo assumere il frutto fresco oppure essiccato, e se polverizzato possiamo mescolarlo con un poco di miele in un bicchiere di latte caldo.
Il decotto di foglie, oltre ad essere un aiuto in caso di singhiozzo (per un effetto più immediato si possono aggiungere chiodi di garofano e zenzero, basta un pizzico) può essere un aiuto come antispasmodico per disturbi gastrointestinali e per regolarizzare intestini delicati, in caso di flatulenza, per conciliare il sonno e per attenuare stati ansiosi.
Un’ottima maschera per pelli sciupate e aride di tutte le età, e come attivatore sulla zona del collo in particolare, si può fare schiacciando con una forchetta un quarto di caco maturo fino a farne una pappetta da stendere con cura sulla pelle e lasciar agire prima di sciacquarla: un’azione idratante che ammorbidisce ed abbellisce.
Un’ultima curiosità: se trovate il seme in qualche caco, apritelo longitudinalmente e scoprirete una piccola posata: dalla tradizione popolare pare sia un’indicazione su come sarà il prossimo inverno: tanta neve col cucchiaio, poca quindi mite con la forchetta, venti gelidi col coltello…

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