La Fraternità del 3° Millennio da vita all’ Herbarium


Alcune persone si sono chieste e si chiedono a cosa serva l’herbarium nel progetto della fraternità, questa parte che viene portata avanti con caparbietà, spesso in sordina, con amorevolezza e passione, che segue il passo delle attività e si armonizza col resto del progetto. Forse sta proprio qui la parte dura da comprendere per qualcuno, eppure è qualcosa di così semplice. Per chi ha letto “I monasteri del terzo millennio” di Maurizio Pallante è facile immaginare una fraternità che si rifà agli antichi monasteri.
Luoghi, come lui stesso dice, che siano “strutture leggere, semplici luoghi d’incontro in cui si ritroveranno, per scelta od affinità, persone o famiglie che avvertono in modo particolarmente acuto il disagio, la sofferenza ed i limiti di un modo di vivere in un sistema economico finalizzato alla crescita della produzione di merci e desiderano annettere più importanza alle relazioni umane, collaborare invece di concorrere, ridurre la pendenza dal mercato producendo non solo valori di scambio, ma anche valori d’uso ogni qualvolta sia conveniente”.
Luoghi per uscire da questa perdita generalizzata di saperi che costituisce un impoverimento culturale, ed ecco che nel progetto della Fraternità troviamo, oltre a costituzione e legalità, all’accoglienza, all’apertura ad altre culture e tradizioni e storie, il bisogno di ritrovare questi saperi che si stanno perdendo, e che passano dall’autoproduzione nell’orto di verdure e frutti a quella nel chiostro di erbe officinali, per arricchire la cucina ed occuparsi del nostro benessere.
Patrizia Preda

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