Spiritualità come cardine per un nuovo stile di vita. 1)


Dal momento della sua apertura, la Fraternità ha messo come cardine del suo essere la Spiritualità, come anello antropologico dell’Assoluto, alla ricerca di senso del proprio esistere nello svolgersi dei giorni.
Abbiamo attinto dal monachesimo, l’attenzione alla vita interiore come cammino alla scoperta del volto di Dio. Cammino incarnato nella storia e sorretto da scelte, stili di vita coerenti con il sentiero intrapreso. La spiritualità non è astrazione, ma attraverso la meditazione, la lectio divina, la liturgia attinge forza dall’ ascolto della Parola di Dio, che diventa luce, punto di riferimento, guida, nutrimento, calore, sicurezza per vivere e crescere da uomini dentro la storia. Il “Coro” monastico è legato alla biblioteca, come conoscenza, sapere, memoria che genera impegno, partecipazione, cittadinanza attiva, cambiamento della società attraverso una scelta personale più consapevole che diventa proposta ad una alternativa possibile.
In questo senso è collegato all’ Herbarium ed al refettorio, perché uno stile di vita che tiene conto della custodia e del coltivare ambienti ed abitudini virtuose rendono sperimentabile nel quotidiano l’alternativa possibile. Dobbiamo recuperare la spiritualità monastica, intesa come antropologia unitaria, nel senso di superare una visione “a compartimento stagno” dell’uomo, per riaffermare la sua unitarietà: il suo essere costituito da spirito, anima e corpo. Chiamato tutto intero alla “Divinizzazione”.

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