"Ci è stato dato un Figlio" parte tre


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Assumendo il convento, ha accolto il rischio della proposta cioè far diventare azioni quei valori mutuati dal Vangelo e la Costituzione. Avere un figlio è una scelta coraggiosa. Un figlio ti chiede presenza, reclama la tua attenzione, ti prende in “ostaggio”. Esige uno spazio che via via diventa sempre più esclusivo. Un figlio rivoluziona la vita, i gusti, la scala delle priorità, l’utilizzo del tempo. Un figlio chiede di essere nutrito, custodito protetto, accompagnato al futuro.
Un figlio non può essere lasciato solo, o ridotto al giocattolo di un momento, un emozione presa quando nutre i bisogni degli adulti per poi ricacciarlo in un angolo. Un figlio non viene dopo, non riemerge dalle agende piene d’incontri e programmi, non è una delle tante cose da fare.
Credo che abbracciare un sogno, un progetto sia come generarlo, chiama in causa la responsabilità. Dare vita ad un sogno lo rende pubblico e quindi se ne risponde alla propria coscienza, agli altri, alla città e per chi crede a Dio. I bambini non sono capricci ma carne di un sogno dove ci si mette la faccia, la propria credibilità, la propria verità. Nell’ esserci con tenacia, fedeltà, speranza diamo visibilità ai valori che ci informano, autorevolezza alle parole che diciamo.

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