"Ci è stato dato un Figlio" parte due


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Un porto dove la quotidianità ha bussato.. con i tanti pellegrini portatori di domande e bisogni, di sogni e bigiotteria, ognuno carico di parole e progetti come valige chiuse da spago custodi delle loro creazioni, frammenti della loro anima, del loro esistere------ parli di loro.
Una quotidianità che ha chiesto attenzione a questo resto di mura, che sente il peso e il logorio degli anni, che mostra le sue fragilità ed ha bisogno d’idee per dare giorni al suo tempo, chiede a chi lo abita di prendersi cura, di avere attenzione, di tirar fuori dal proprio cilindro quella soluzione che lo fa essere ancora un patrimonio che racconta un pezzo di storia di Ravenna, tenuto in piedi dalla determinazione e dalla Provvidenza, da quel “quid” inaspettato che cambiava in positivo il copione ossigenando il cammino, riportando ottimismo ed un orizzonte agli occhi.
Quotidianità che da futuro al sogno, lo incarna nel presente, gli da domicilio e lo iscrive nello stato di famiglia della storia. Lo chiama a scendere dall’ idealità, dall’ emozionalità del momento, per calarlo nella fedeltà del giorno per giorno, nella fatica di tenerlo desto, di renderlo incontrabile perché storico e reale.
Un sogno è come un bambino, quattro anni fa la Fraternità ha accettato la genitorialità del sogno.

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